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Salute e benessere → Obiettivo 3 Agenda ONU 2030

Documento di accompagnamento
alla progettazione

Un percorso di co-costruzione di significati da parte della comunità degli stakeholder metropolitani e regionali

Il Festival della Cultura tecnica è ispirato ai principi dell’Agenda ONU 2030 per lo Sviluppo sostenibile, e dal 2021 individua ogni anno uno dei 17 Obiettivi dell’Agenda come focus tematico.

Per l’edizione 2026 è stato scelto l’Obiettivo 3 “Salute e benessere”. Un tema ricco e articolato, oggi più che mai prioritario nella riflessione sulle giovani generazioni, che interseca in più punti sia le funzioni e le azioni della Città metropolitana di Bologna e dei suoi partner istituzionali, sia le esperienze realizzate dal Festival in questi anni.

Una occasione stimolante e di valore strategico per la comunità del Festival, che si è ritenuto potesse consentire di esplorare nuove connessioni tra salute, benessere, sviluppo sostenibile, scienza, tecnologia, diritti e doveri di cittadinanza, educazione.

E proprio per sostenere questo obiettivo si è chiesto agli stakeholder metropolitani e regionali, per la prima volta nel percorso pluriennale del Festival, di contribuire a definire alcune piste di approfondimento, da rendere pubbliche in occasione dell’uscita delle call per la definizione dei cartelloni, come strumento di accompagnamento e supporto alla progettazione delle iniziative.

 

Come abbiamo lavorato

In coerenza con le metodologie partecipative e ispirate ai principi dell’educazione trasformativa che connotano il Festival, la definizione del documento è avvenuta tramite un percorso di confronto e co-costruzione che ha coinvolto sia organismi istituzionali sia numerosi soggetti pubblici e privati che si sono proposti spontaneamente per questo compito. Di seguito i passaggi effettuati.

 

Fase di confronto scientifico-istituzionale

Consultazioni con il Comitato scientifico permanente (30 marzo 2026) e con il Gruppo di pilotaggio (9 aprile 2026) del Festival della Cultura tecnica, per validare il focus tematico e individuare le priorità istituzionali di intervento.

 

Fase di rielaborazione tecnica

Ulteriori approfondimenti con referenti del Settore Istruzione e Sviluppo sociale e dell’Istituzione Gian Franco Minguzzi della Città metropolitana di Bologna (dal 9 al 20 aprile).

Individuazione di 3 macro ambiti interpretativi:

  • Definizione OMS di salute (1948)
  • One Health
  • HiAP – Salute in tutte le politiche

Individuazione di 5 direttrici tematiche:

  • Professioni e ruoli di cura
  • Servizi sanitari, sociali e socio-sanitari
  • Benessere e salute mentale
  • Corpo
  • Ambiente e contesti di vita
 

Fase di co-costruzione

Workshop con stakeholder metropolitani e regionali (21 aprile presso Casa di Quartiere Katia Bertasi, Bologna). L’incontro ha avuto i seguenti obiettivi:

  • Promuovere una visione condivisa dell’Obiettivo 3 declinato sul Festival della Cultura tecnica 2026
  • Individuare piste di approfondimento da rendere pubbliche in occasione dell’uscita della call
  • Promuovere la partecipazione attiva al Festival da parte di stakeholder consolidati e nuovi
  • Sviluppare connessioni tra stakeholder
  • Lavorare con la community Formiche Verdi

Hanno partecipato rappresentanti di oltre 40 enti pubblici e privati, che hanno interagito sulle proposte interpretative e tematiche in sottogruppi differenziati per settore di appartenenza (scuola ed educazione; università e ricerca; sanità, salute e ambiente; impresa; enti locali) e che hanno individuato, in più sessioni di confronto, integrazioni ai paradigmi proposti e ipotesi di intervento/approfondimento.

Un ulteriore confronto con i/le referenti delle Province dell’Emilia-Romagna è stato effettuato il 22 maggio.

 

Elaborazione del documento di accompagnamento alla call

 

Cornice strategica e metodologica

Il primo riferimento è alla definizione «Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età» e ai target dell’Obiettivo 3 “Salute e benessere” così come identificati nel 2015 dall’Agenda ONU 2030 per lo Sviluppo sostenibile.

I target sono da declinare sulle specifiche caratteristiche sociali, economiche e culturali del contesto metropolitano e regionale.

Riferimenti: Sito Nazioni UniteSito Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile

 

Target

  • 3.1 Entro il 2030, ridurre il tasso di mortalità materna globale a meno di 70 per 100.000 nati vivi
  • 3.2 Entro il 2030, mettere fine alle morti evitabili di neonati e bambini sotto i 5 anni di età, con l’obiettivo per tutti i paesi di ridurre la mortalità neonatale a non più di 12 su 1.000 nati vivi e, per i bambini al di sotto dei 5 anni, ridurre la mortalità a non più di 25 su 1.000 nati vivi
  • 3.3 Entro il 2030, porre fine alle epidemie di AIDS, tubercolosi, malaria e malattie tropicali trascurate e combattere l’epatite, le malattie legate all’uso dell’acqua e altre malattie trasmissibili
  • 3.4 Entro il 2030, ridurre di un terzo la mortalità prematura da malattie non trasmissibili attraverso la prevenzione e la cura e promuovere la salute mentale e il benessere
  • 3.5 Rafforzare la prevenzione e il trattamento di abuso di sostanze, tra cui abuso di stupefacenti e l’uso nocivo di alcool
  • 3.6 Entro il 2020, dimezzare il numero di decessi a livello mondiale e le lesioni da incidenti stradali
  • 3.7 Entro il 2030, garantire l’accesso universale ai servizi di assistenza sanitaria sessuale e riproduttiva, compresi quelli per la pianificazione familiare, l’informazione e l’educazione, e l’integrazione della salute riproduttiva nelle strategie e nei programmi nazionali
  • 3.8 Conseguire una copertura sanitaria universale, compresa la protezione dai rischi finanziari, l’accesso a servizi essenziali di assistenza sanitaria di qualità e l’accesso a farmaci essenziali sicuri, efficaci, di qualità e a prezzi accessibili e vaccini per tutti
  • 3.9 Entro il 2030, ridurre sostanzialmente il numero di decessi e malattie da sostanze chimiche pericolose e da inquinamento e contaminazione di aria, acqua e suolo.
  • 3.a Rafforzare l’attuazione della “Convenzione quadro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità” sul controllo del tabacco in tutti i paesi, a seconda dei casi
  • 3.b Sostenere la ricerca e lo sviluppo di vaccini e farmaci per le malattie trasmissibili e non trasmissibili che colpiscono soprattutto i paesi in via di sviluppo, fornire l’accesso ai farmaci essenziali e ai vaccini a prezzi accessibili, in conformità con la Dichiarazione di Doha sull’Accordo TRIPS e la salute pubblica , che afferma il diritto dei paesi in via di sviluppo ad utilizzare appieno le disposizioni dell’accordo sugli aspetti commerciali dei diritti di proprietà intellettuale in materia di flessibilità per proteggere la salute pubblica e, in particolare, di fornire l’accesso ai farmaci per tutti
  • 3.c Aumentare sostanzialmente il finanziamento della sanità e il reclutamento, lo sviluppo, la formazione e il mantenimento del personale sanitario nei paesi in via di sviluppo, soprattutto nei paesi meno sviluppati e nei piccoli Stati insulari in via di sviluppo
  • 3.d Rafforzare la capacità di tutti i paesi, in particolare i paesi in via di sviluppo, per la prevenzione, la riduzione e la gestione dei rischi per la salute nazionale e globale.
Logo World Health Organization

Il Festival adotta la definizione dell’OMS del 1948, secondo la quale “La salute è lo stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non solo l’assenza di malattia o infermità

One Health

Viene definito dall'Organizzazione mondiale della sanità come un approccio integrato e unificante che mira a equilibrare e ottimizzare in modo sostenibile la salute delle persone, degli animali e degli ecosistemi.

Salute in tutte le Politiche (HiAP)

È un approccio/strategia politica che pone salute, diritti e obblighi correlati al centro del processo decisionale. Poiché la salute è determinata da fattori sociali, ambientali ed economici, è importante integrare considerazioni sulla salute in una gamma più ampia di aree politiche correlate e a tutti i livelli di governance.

Le 5 Direttrici Tematiche

Vengono di seguito presentati, per ognuna delle direttrici tematiche preliminarmente individuate da Città metropolitana, gli elementi di riflessione e le proposte di approfondimento pervenute dagli stakeholder coinvolti nel percorso di co-costruzione.

La ripartizione sulle direttrici segue un criterio di prevalenza, perché in diversi casi si tratta di considerazione trasversali ai diversi temi.

Le indicazioni riportate non intendono in alcun modo essere esaustive o vincolanti, ma possono rappresentare un utile spunto di riflessione per la progettazione delle iniziative del Festival della Cultura tecnica, in quanto contributo collegiale qualificato di professioniste e professionisti del territorio metropolitano e regionale che lavorano quotidianamente per la promozione della salute e del benessere presso giovani e cittadinanza.

1. Professioni e ruoli di cura

Elementi per la riflessione

  • Un primo aspetto riguarda il riconoscimento dei ruoli e delle funzioni di cura, che possono essere sia formali sia informali, esercitati come professione oppure no, frutto di una decisione oppure di una necessità. Includono pertanto il volontariato ma anche il caregiving. Possono essere considerati professioni/ruoli di cura, o con una componente di cura, tutti quelli che hanno impatto anche indirettamente sul benessere fisico e psicologico delle persone (es. allenatori sportivi, ma anche insegnanti).
    Per tutti i ruoli indicati si pone il tema dei percorsi di accesso, della formazione delle competenze e del riconoscimento delle stesse, a maggior ragione laddove i ruoli siano svolti senza una formalizzazione, come appunto nel caso dei/delle caregiver. Rispetto alle giovani generazioni, appaiono prioritari l’individuazione e il supporto ai/alle giovani caregiver, nei vari contesti a partire dalla scuola.
    Per molte professioni e ruoli di cura continua ad esistere la necessità di prevenire e trattare il malessere derivante dall’esercizio delle proprie funzioni e promuovere il benessere personale e organizzativo, direttamente connessi all’efficacia della relazione di cura.
  • Le professioni di cura sono scarsamente attrattive per le giovani generazioni. In numerose professioni di cura, specie nella sanità, esiste un grande squilibrio tra domanda, molto elevata, e offerta.
    Tra le ragioni di questo fenomeno, sicuramente va citata la “gerarchia dei saperi” che tende a svalutare i percorsi sociali, alcuni percorsi sanitari e in generale quelli legati ai servizi della persona, riducendone la dimensione di competenza a favore di una generale “naturalità” del rapporto di cura, in particolare se le funzioni sono ricoperte da donne (infermiere, educatrici, OSS..).
    Va al riguardo ricordato che il settore della cura è caratterizzato in realtà da una forte spinta innovativa, anche di tipo tecnologico e digitale, che richiede nuove competenze e aggiornamento continuo: vedi ad esempio la digitalizzazione dei servizi sanitari e socio-sanitari, con la conseguente necessità di contrastare il digital divide (cosa che richiede a sua volta specifiche competenze), l’uso di nuove tecniche diagnostiche, le tecnologie per la riabilitazione, gli ausili per le persone anziane e disabili.
    Diventa prioritario quindi far conoscere e valorizzare il lavoro di cura, nelle sue diverse forme, evidenziandone il portato di competenza e di innovazione.
  • Rispetto all’impatto dell’intelligenza artificiale sulle professioni di cura in termini occupazionali, da un lato si valuta che potrebbe essere minore rispetto a quello in altri ambiti, perché in queste professioni è centrale la relazione umana. Nello stesso tempo, viene accolta con preoccupazione la possibilità che la relazione possa essere a sua volta sostituita, quanto meno nelle procedure più semplici, da soluzioni digitali.

Proposte di approfondimento

  • Orientamento immersivo per le professioni di cura: Implementazione del già esistente modello di orientamento professionale “medico per una settimana”, estendendolo a infermieri, educatori e altre professioni di cura.
  • Valorizzazione del volontariato: Percorsi scolastici per formare il “volontario del domani”; riflessioni sulla riforma del settore.
  • Salute e benessere dei professionisti: Focus sul benessere di chi cura e di chi educa per contrastare l’alto turnover e la demotivazione.
  • Playlist dell’umore: Creazione di playlist musicali divise per fasce d’età e luoghi per risollevare il morale di pazienti e operatori o concerti nei luoghi di cura (CRA, ospedali..).
 

2. Servizi sanitari, sociali e socio-sanitari

Elementi per la riflessione

  • L’aspetto considerato prioritario, che è stato declinato in vari modi, riguarda l’accessibilità.
  • Una questione generale è relativa alla scarsa conoscenza dei servizi presenti nel territorio da parte della cittadinanza e in specifico delle giovani generazioni: bisogna interrogarsi sull’efficacia dei linguaggi e sugli strumenti di comunicazione, e sulle modalità di accesso.
  • Un altro tema riguarda la disponibilità dei servizi, in particolare quelli sanitari ma non solo. Il “diritto alla cura” appare sempre più compromesso.
  • Infine, ci sono fragilità complesse che intrecciano determinanti economici, culturali e linguistici, e per i quali è difficile fornire risposte adeguate.

Proposte di approfondimento

  • Case della Comunità come Hub: Trasformazione di questi spazi in luoghi di comunità, socialità e ascolto, integrandoli con attività ricreative.
  • Linguaggi di prossimità: Utilizzo di canali di comunicazione vicini alla popolazione (es. WhatsApp) per facilitare il reperimento delle informazioni.
  • Sfatare i pregiudizi: Campagne informative per neutralizzare la percezione negativa sul lavoro dei servizi sociali (es. tutela minori).
  • Service Design per l’accessibilità: Progettazione di percorsi che abbattano le barriere linguistiche e culturali, con attenzione ai minori stranieri non accompagnati.
  • Inclusione e fragilità: Sviluppo di percorsi di cura specifici per target “invisibili” come detenuti o persone in esecuzione penale.
  • Cruscotti amministrativi per il welfare: Innovazione tecnologica per migliorare il monitoraggio e la qualità delle prestazioni erogate.
 

3. Benessere e salute mentale

Elementi per la riflessione

  • Il malessere giovanile e l’isolamento sociale sono aggravati dal modello prestazionale della società moderna. I contesti educativi e i contesti di cura sono i luoghi dove è possibile e necessario intervenire per il benessere delle giovani generazioni.
    Un primo strumento è l’ascolto, inteso come ascolto autentico, con processi di vera relazione che, cercando di porsi in una postura orizzontale contrastando le asimmetrie, siano potenzialmente in grado di mettere in discussione le risposte esistenti e di ricostruire credibilità del mondo adulto, fiducia e dialogo.
    I/le docenti dovrebbero essere maggiormente formati all’utilizzo di linguaggi adatti per comunicare con gli/le adolescenti, per aiutarli a scoprire le loro capacità e talenti, al di là dei risultati scolastici.
    Un altro strumento sono gli spazi, che sono sicuramente spazi psicologici e di ascolto ma anche spazi fisici, spazi organizzativi, opportunità concrete di azione e partecipazione, che devono essere garantiti e continuativi, a misura di ragazze e ragazzi, con le caratteristiche richieste da loro.
    Occorre infine restituire a ragazze e ragazzi una prospettiva di futuro in cui la scienza e la tecnologia abbiano un ruolo positivo, siano fonte di progresso, supportino lo sviluppo sostenibile. Da un lato occorre un ritorno alla pedagogia del fare, alla manualità, alla vicinanza e alla sperimentazione delle leggi del mondo fisico; dall’altro lato va promossa una visione equilibrata e non allarmistica del digitale e dell’intelligenza artificiale, che potrà essere una alleata, una risorsa, ed essere usata a nostro vantaggio. Scienza e tecnologia possono diventare la base per un “nuovo umanesimo” in cui l’essere umano torni protagonista, in grado di mettere in valore le proprie conoscenze e i propri traguardi vivendo in equilibrio con il mondo naturale.
    In sintesi, si può dire che una educazione “non prestazionale”, in grado di promuovere il benessere di ragazze e ragazzi, deve essere basata sulla relazione e sulla partecipazione, puntare alla promozione dei diritti e doveri di cittadinanza, promuovere consapevolezza ed equilibrio rispetto al valore e l’impatto delle tecnologie. E deve ricostruire la fiducia sostenendo la costruzione del progetto di vita, nel presente e nel futuro, tornando anche a parlare di felicità.
  • “Non c’è salute senza salute mentale” è uno dei principi chiave dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Significa che il benessere fisico, emotivo e sociale sono un tutt’uno inscindibile.
    Il 10 ottobre si celebra la Giornata internazionale della salute mentale; ogni anno sono previste diverse iniziative sul territorio metropolitano che potranno essere inserite nel cartellone “Anteprima Festival”.
    Con riferimento alla salute mentale ha sempre più spazio l’approccio della Recovery: processo personale e unico di cambiamento attraverso cui le persone con disturbi mentali riacquistano il controllo sulla propria vita, costruendo un’esistenza soddisfacente e piena di speranza, anche in presenza di sintomi o limitazioni. Non indica necessariamente la guarigione clinica (scomparsa dei sintomi), ma il recupero di un ruolo sociale e un senso di sé significativo.
    Altre figure chiave sono gli/le ESP (esperti per esperienza / Esperti in Supporto tra Pari): persone che, avendo vissuto e superato un percorso di grave disagio (ad esempio in ambito di salute mentale o dipendenze), utilizzano il proprio vissuto per aiutare altri pazienti.
  • Il welfare culturale può essere strumento per ridurre stress e depressione, ed avere un impatto positivo anche su patologie fisiche.
  • Occorre tematizzare la fragilità e il malessere del mondo adulto e comprendere quali azioni di supporto potrebbero essere necessarie. Al di là delle patologie – fisiche e/o mentali – in senso stretto, nel “flusso di vita” di una persona possono manifestarsi problematiche di vario tipo, es. legate alle condizioni lavorative, finanziarie, relazionali, che impattano fortemente sulla qualità della vita. Condizioni di disagio che non sempre sono riconosciute come tali anche da chi le vive, e per le quali non c’è adeguata conoscenza dei supporti e servizi anche specialistici disponibili sul territorio (come ad esempio lo sportello per il sovraindebitamento).
    Va altresì sempre ricordato che anche in età adulta si necessita di orientamento e accompagnamento all’acquisizione di competenze, di cittadinanza e/o per la riqualificazione professionale.
    Occorre quindi considerare anche la persona adulta “sana” come portatrice di bisogni, comunicare al meglio le opportunità già esistenti e progettare nuovi servizi e forme di supporto qualora necessari. Ciò avrà effetti inevitabilmente positivi sulla vita dei nuclei famigliari e delle comunità, e quindi anche sul benessere di bambine/i, adolescenti e giovani.

Proposte di approfondimento

  • Pause attive e didattica: Introduzione di pause di 5 minuti durante le lezioni e attività fisiche (Pilates, gruppi di cammino) per studentesse/studenti e colleghe/i.
  • Recovery Young e Link Worker: Supporto ai giovani dai 16 anni attraverso figure che facilitino il riacquisto del controllo sulla propria vita.
  • Benessere digitale: Laboratori sulla consapevolezza nell’uso dei social media, dei videogame e sulla lotta al cyberbullismo.
  • Corsi di affettività e sessualità: Accesso diffuso a percorsi educativi su sessualità e relazioni per adolescenti.
  • Art Therapy e Bellezza: Utilizzo del patrimonio culturale e paesaggistico come fonte di benessere e protezione da influenze negative.
  • Social Prescribing (Prescrizione Sociale): Sperimentazione di modelli dove il medico prescrive esperienze culturali o artistiche anziché farmaci.
  • Sovraindebitamento: Riflessione sull’impatto delle fragilità economiche e finanziarie sulla salute mentale.
 

4. Corpo

Elementi per la riflessione

  • La riflessione sul corpo si è focalizzata su quali possano essere le condizioni per promuovere la salute e il benessere nelle condizioni di maggiore svantaggio e fragilità fisica.
    Studentesse e studenti con disabilità sono sempre più in difficoltà, c’è carenza di informazioni e a volte mancanza di risorse per poter finanziare le attività didattiche necessarie.
  • Il tema “genere” continua ad attraversare l’intera riflessione su salute e benessere, e nelle questioni che riguardano il corpo è particolarmente presente. Si segnala che occorre rafforzare l’attenzione alla medicina di genere e alla disabilità con ottica di genere e promuovere la consapevolezza rispetto a pregiudizi e bias in questi ambiti.
  • Altro tema emerso è il contrasto alle dipendenze da sostanze, in particolare quelle “legali” di cui anche le giovani generazioni fanno largo uso: ad esempio farmaci psicoattivi, farmaci dimagranti, bevande energetiche e integratori. In questo caso, la promozione di stili di vita sani deve integrare la riflessione sulle dinamiche competitive della nostra società, dal punto di vista estetico e prestazionale in genere.
  • Lo sport va valorizzato come importante fattore di benessere individuale e collettivo, a condizione che sia depurato dalle già citate logiche prestazionali. Esistono diverse esperienze di sport inclusivo (es. trekking per non vedenti) che vanno fatte conoscere e moltiplicate.
  • L’attenzione al cibo consente di toccare contemporaneamente più aspetti: l’educazione ad una corretta alimentazione, il cibo sano come diritto, il supporto alle produzioni alimentari sostenibili, il contrasto alla povertà alimentare anche tramite esperienze di comunità, come ad esempio quelle degli empori solidali o del progetto “Un piatto per tutti/e”.

Proposte di approfondimento

  • Progetto di vita per la disabilità: Applicazione della riforma che pone al centro l’autonomia della persona con disabilità.
  • Disastri ambientali analizzati in ottica di genere: Analisi di come il genere influenzi l’impatto di calamità naturali (es. incremento delle violenze sulle donne nelle fasi post-disastro; maggiore mortalità femminile negli tsunami per motivi culturali).
  • Consapevolezza del corpo: Percorsi per aiutare gli adolescenti ad accettare il proprio corpo contro i modelli estetici dominanti.
  • Abuso di sostanze “legittime”: Informazione autorevole sui rischi legati all’uso eccessivo di farmaci psicoattivi e integratori tra i giovani.
  • Sport e inclusione: Attività motorie inclusive, come il cicloturismo d’epoca o escursionismo per ipovedenti, per promuovere mobilità sostenibile e salute, e anche per riscoprire gli antichi mestieri
  • Chinesiologo come figura sanitaria: Valorizzazione dell’attività fisica scientificamente guidata come forma di prevenzione e cura.
  • Filiera del cibo: Focus educativo sulla filiera “grano-pane” e sull’educazione al gusto
  • Cibo e consumi solidali: Promozione del modello di relazione tra scuola ed Empori solidali come “Il Sole a Scuola” dell’Unione Reno Lavino Samoggia.
 

5. Ambiente e contesti di vita

Elementi per la riflessione

  • È stato ripreso il tema degli spazi – abitativi, urbani e naturali – per riflettere sulla loro salubrità anche rispetto al ruolo delle “infrastrutture verdi e blu”, che sono reti strategiche di spazi naturali e semi-naturali (verdi) e corpi idrici (blu), progettate per fornire servizi ecosistemici, migliorare la resilienza climatica delle città, tutelare la biodiversità e promuovere il benessere umano.
  • L’ambiente naturale e in generale la realtà fisica sono risorse da valorizzare nell’educazione di bambine/i e ragazze/i. In un mondo fortemente digitalizzato, la scuola deve tutelare il “diritto all’analogico”, garantendo pari opportunità di accesso a esperienze in contesti naturali e urbani che, spesso per ragioni socio-economiche, non sono accessibili a tutte/i.
  • I fenomeni climatici estremi provocano preoccupazione. Occorrono una informazione equilibrata e scientificamente fondata rispetto ad essi e percorsi di educazione al rischio ambientale rivolti alla cittadinanza, che possono prevenire in parte i danni da calamità.
  • Il tema dei contesti di vita richiama la concezione di comunità, anche nelle sue dimensioni intergenerazionali. Ci posizioniamo in un contesto di grande invecchiamento: gli scenari demografici prevedono che tra 20 anni una persona su quattro avrà più di 75 anni. Le persone anziane saranno sempre più sole e le famiglie atomizzate, e il peso di questa frammentazione sarà caricato su nuove generazioni minoritarie e già ora in difficoltà. E’ indispensabile quindi ideare e costruire da subito nuove alleanze tra le generazioni e trovare equilibri e forme di relazione, coerenti con l’assetto della società di oggi, che consentano di vedere le altre generazioni come portatrici di opportunità e supporto, in modo da contrastare l’isolamento e la sfiducia reciproca.
  • Promuovere il benessere e una visione positiva del futuro risulta molto difficile in un mondo che, oltre ad essere caratterizzato da gravi problematiche sociali, economiche e climatiche, è anche coinvolto in numerosi scenari di guerra. Esiste la preoccupazione che le risorse destinate agli armamenti possano minare gli sforzi collettivi per il futuro, e occorre che giovani e cittadine/i siano rassicurati dalle istituzioni sul fatto che venga mantenuto un impegno costante verso gli obiettivi dell’Agenda ONU 2030 e la pace.

Proposte di approfondimento

  • Ambienti di apprendimento: Riflessione architettonica e pedagogica sugli spazi scolastici come luoghi generatori di salute.
  • Diritto all’analogico: Promozione della materialità del mondo fisico e delle relazioni vis a vis contro l’isolamento digitale.
  • Turismo sostenibile e IOT: Utilizzo dell’Internet of Things per monitorare la vulnerabilità del territorio e favorire la socialità.
  • Esperienze pratiche (PCTO): Coinvolgimento degli studenti in prove pratiche sul campo (es. manutenzione del territorio) per ridurre lo stress e aumentare l’apprendimento.
  • Prevenzione alla sicurezza a 360°: Formazione pratica per studenti sull’uso di estintori e comportamento in caso di incendi o emergenze.
  • Protezione Civile in agenda: Manifestazioni per integrare l’universo della protezione civile e del soccorso solidale nella quotidianità.
  • IA e Incolumità: Tecnologie digitali come strumenti per garantire la sicurezza delle persone.
  • Anziani, giovani e intergenerazionalità: Creazione di alleanze e promozione di esperienze in cui gli anziani accolgono i giovani per condividere tempo e competenze.
  • Comunicazione contro il bellicismo: Iniziative orientate alla resistenza al trend bellicista mondiale come precondizione per la salute globale e promozione del valore della pace.

Le connessioni con la programmazione del Settore Istruzione e Sviluppo sociale della Città metropolitana di Bologna

Il focus “Salute e benessere” attraversa trasversalmente molte azioni del Piano metropolitano per la promozione del benessere scolastico-formativo e le competenze per la vita a.s. 2026/2027.

Il Piano raccoglie ogni anno l’insieme delle iniziative promosse dal Settore Istruzione e Sviluppo sociale, in collaborazione con l’Istituzione Gian Franco Minguzzi, altre Aree e Settori della Città metropolitana di Bologna e diversi partner a livello metropolitano, regionale e nazionale. 

Obiettivo principale del Piano è favorire il benessere nei contesti educativi e formativi, sostenendo al contempo lo sviluppo, nei giovani e negli adulti, di competenze di base, trasversali e tecnico-professionali per l’esercizio consapevole dei diritti e dei doveri di cittadinanza. 

Tutti gli interventi del Piano concorrono quindi alla salute e al benessere; tra quelli più fortemente correlati si segnalano:

  • lo Sportello OR-ME Orientamento Metropolitano per la prevenzione della dispersione scolastica e formativa;
  • il progetto Scuole Aperte metropolitane;
  • il percorso partecipativo di definizione del Piano metropolitano Adolescenze;
  • il progetto “Pratiche di dialogo per il benessere a scuola”, ispirato all’approccio dialogico e rivolto al personale scolastico;
  • il percorso di formazione insegnanti “Custodire il benessere”;
  • le attività a supporto degli Sportelli di ascolto in ambito educativo;
  • i laboratori per la prevenzione e il contrasto al ritiro sociale;
  • il progetto Giovani caregiver;
  • gli interventi di Promozione dell’equità e di contrasto alle disuguaglianze, tra cui la Strategia ECCO! Educazione Comunicazione Cultura per le pari opportunità di genere, i progetti in prospettiva interculturale e le azioni volte all’inclusione scolastica e formativa delle/degli alunne/i disabili.

La Città metropolitana svolge il proprio ruolo istituzionale di coordinamento e governance, sia a livello metropolitano sia distrettuale, promuovendo l’integrazione tra i diversi ambiti: educativo, sociale, sociosanitario, delle politiche giovanili e delle pari opportunità. 

In questo quadro, si impegna a facilitare il dialogo e la collaborazione tra enti, scuole e servizi, sostenendo processi di innovazione, coordinamento e continuità degli interventi educativi in una “rete viva” di stakeholder che cooperino per una visione metropolitana e regionale della salute e del benessere, nel quadro dei principi dello sviluppo sostenibile.

Tutti gli interventi del Piano sopra citati potranno trovare momenti di valorizzazione e confronto all’interno del Festival della Cultura tecnica 2026.

Visiona qui la versione completa del “Piano metropolitano per la promozione del benessere scolastico-formativo e le competenze per la vita a.s. 2026/2027

Le Formiche stanno bene: salute, benessere, cultura tecnica e Strategia “Formiche Verdi”

“Formiche Verdi” è la prima Strategia metropolitana di Educazione allo Sviluppo Sostenibile in Italia, nata per superare la frammentarietà delle iniziative locali e costruire un sistema integrato che coinvolga scuole, enti di ricerca, imprese e associazioni e tutti i soggetti della comunità educante che, con modalità e target differenziati in base alla propria mission, promuovono lo sviluppo sostenibile.

E’ stata messa a punto nell’ambito del progetto «SVS-EDU – Lo sviluppo sostenibile come valore per la costruzione delle politiche metropolitane – focus sulle politiche educative» finanziato dal MASE – Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica – a Città metropolitana di Bologna.

Il Festival della Cultura tecnica, e il progetto “Agenda 2030 delle bambine e dei bambini” di Città metropolitana di Bologna, rivolto alle scuole primarie, rappresentano le esperienze a partire dalle quali è stata elaborata la Strategia, anche grazie al coinvolgimento di 14 progetti pilota promossi da stakeholder territoriali appartenenti a diversi sistemi.

In questo contesto, il Festival ha riconfigurato i propri eventi in esperienze trasformative volte a generare un cambiamento nei valori e nei comportamenti dei partecipanti nella direzione dello Sviluppo sostenibile, mettendo al centro i giovani attraverso metodologie partecipative e una attenta valutazione dei risultati, misurati rispetto al paradigma europeo GreenComp.

La Strategia verrà presentata ufficialmente il 20 ottobre 2026 durante la giornata inaugurale del Festival della Cultura tecnica 2026.

Tutti i soggetti, singoli o organizzati, impegnati nell’educazione allo sviluppo sostenibile sono invitati a fare parte della Community “Formiche Verdi”, per quale sono previste specifiche azioni di animazione e supporto.

L’invito è rivolto anche a tutti i soggetti che promuoveranno iniziative su salute e benessere nell’ambito del Festival della Cultura tecnica 2026.

 

Perché le Formiche stanno bene?

1. Una Governance condivisa e partecipata

La Strategia Formiche Verdi si fonda sull’idea di un ecosistema educativo dove ogni attore (ogni “Formica”) contribuisce al bene comune attraverso la cooperazione. Ciò avviene grazie a:

  • Luogo unitario di coordinamento: Il Comitato Scientifico permanente del Festival della Cultura tecnica svolge la funzione di “Gruppo interistituzionale Educazione”, organismo che presidia lo sviluppo della Strategia Formiche Verdi all’interno del progetto SVS-EDU: una regia comune che per gli attori coinvolti garantisce attenzione istituzionale, coerenza e complementarietà tra le iniziative, visibilità, possibilità di trasformazione delle esperienze in modelli scalabili.
  • Community Formiche Verdi: La partecipazione a una Community promuove senso di appartenenza, permette di accedere a servizi e opportunità, consente confronto e contaminazione tra stakeholder appartenenti a mondi diversi (es. sanità, sociale e ambiente).
 

2. La Cornice culturale: il GreenComp

Ogni iniziativa del Festival può connettersi al GreenComp, il quadro europeo delle competenze per la sostenibilità. Progettare per la salute e il benessere può significare “allenare” competenze quali ad esempio:

  • Pensiero sistemico: Comprendere le interconnessioni, come quelle tra salute umana, animale e ambientale (approccio One Health).
  • Pensiero critico: Valutare i dati scientifici e distinguere i fatti dalle opinioni, ad esempio nel contrasto alle fake news.
  • Agire per la sostenibilità: Promuovere la cittadinanza attiva e stili di vita che tutelino il benessere collettivo.
 

3. Dagli eventi alle esperienze trasformative

Le iniziative del Festival non si limitano ad essere momenti informativi, ma sono esperienze di educazione trasformativa in grado di promuovere benessere, tramite ad esempio

  • Protagonismo del discente/destinatario delle azioni: Mettere al centro i/le partecipanti e i loro bisogni, favorendo l’ascolto autentico e il protagonismo (principio di riferimento per il modello della Recovery o per gli Esperti per Esperienza).
  • Cambiamento: Mirare a modificare valori e comportamenti dei/delle partecipanti (es. l’adozione di un “diritto all’analogico” o il sostegno alla dimensione vocazionale nelle professioni di cura).
 

4. Metodologia scientifica e STEM

La Strategia valorizza le discipline STEM come palestra di metodo critico.

  • Alfabetizzazione scientifica: Utilizzare l’approccio tecnico-scientifico per spiegare sfide complesse come l’inquinamento, la telemedicina o l’impatto dell’IA nella cura.
  • Orientamento e ricerca: Connettere le università e i centri di ricerca (CNR, IRCCS e infrastrutture della ricerca) con le scuole per presentare la scienza come fonte di progresso e benessere umano.

Collocare la salute e il benessere dentro “Formiche Verdi” significa integrare la cura delle singole persone a una cura della comunità e dell’ambiente, intesa come responsabilità corale di una cittadinanza attiva e consapevole.

Ringraziamenti

Si ringraziano per il contributo alla riflessione su “Salute e benessere” per il Festival della Cultura tecnica 2026:

I/le componenti del Comitato scientifico permanente del Festival della Cultura tecnica

I/le componenti del Gruppo di pilotaggio istituzionale del Festival della Cultura tecnica

I funzionari e le funzionarie del Settore Istruzione e Sviluppo sociale della Città metropolitana di Bologna e dell’Istituzione Gian Franco Minguzzi

I/le referenti per il Festival delle Province dell’Emilia-Romagna

Gli stakeholder presenti al workshop del 21 aprile 2026:

  • Absolut eventi&comunicazione
  • Agenzia delle Dogane e dei Monopoli
  • Anastasis soc. coop. sociale
  • Azienda USL Bologna
  • Casco Learning
  • Centro Antartide
  • Ciofs-FP Bologna 
  • ClustER CREATE delle Imprese Culturali e Creative
  • CNA Formazione Emilia-Romagna
  • CNR Area Territoriale di Ricerca di Bologna – Istituti CNR e INAF 
  • Comune di Bologna 
  • Comune di Casalecchio di Reno
  • Comune di Zola Predosa
  • CPIA 2 metropolitano Bologna
  • CREA – Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria 
  • Emil Banca Credito Cooperativo
  • ER-GO Azienda Regionale Diritto agli Studi superiori Regione Emilia-Romagna
  • Fondazione Aldini Valeriani
  • Fondazione Golinelli
  • Formart
  • Hera spa
  • IIPLE 
  • IIS Crescenzi-Pacinotti-Sirani Bologna
  • IIS Giordano Bruno Budrio
  • IIS Luxemburg Bologna
  • IIS Malpighi Crevalcore
  • IIS Paolini-Cassiano da Imola
  • INGV Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
  • IRCCS Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna, Policlinico di Sant’Orsola
  • ITS Academy Adriano Olivetti
  • Lepida
  • Liceo Sabin Bologna
  • Maestri del Lavoro Bologna
  • Nuovo Cescot Emilia-Romagna
  • Provincia di Parma
  • ShowRoom Energia e Ambiente / Fondazione IU Rusconi Ghigi
  • Sviluppo Lavoro Italia
  • Radio Città Fujiko
  • Regione Emilia-Romagna 
  • Tecnoscienza 
  • Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna – Servizio Marconi
  • Università di Bologna
  • Urban Lab srls