Incontro con Matteo Lancini

Accompagnare le adolescenze: a Bologna Matteo Lancini parla alle persone adulte

Giovedì 29 ottobre, all’Oratorio di San Filippo Neri, a Bologna, ci siamo ritrovati e ritrovate per un incontro con lo psicoterapeuta Matteo Lancini, per ascoltare le sue riflessioni sul ruolo dell’adulto nella promozione del benessere adolescenziale. Un appuntamento, promosso dalla Città metropolitana di Bologna nell’ambito del Piano Adolescenze Metropolitano e del Festival della Cultura Tecnica 2026. Un sold-out che testimonia l’urgenza e l’importanza della tematica.  

Lancini è presidente della Fondazione Minotauro di Milano, docente universitario e autore di “A volte ti amo” (Einaudi), il suo ultimo libro dal quale nasce la riflessione che ci ha proposto. Il punto di forza della sua visione è spostare l’attenzione dal comportamento di ragazzi e ragazze a a quello delle persone adulte: sostiene che oggi ascoltiamo i figli più di quanto siamo stati ascoltati noi, ma spesso a patto che non ci mettano davanti a emozioni che non abbiamo elaborato. Per questo contesta l’idea che le nuove generazioni abbiano ricevuto “troppo amore”. Hanno ricevuto, semmai, attenzioni paradossalmente distratte.

Le emozioni sono cruciali. Secondo lo psicoterapeuta, la società incoraggia l’autonomia ma lascia poco spazio a tristezza e rabbia, che invece sono la base di una mente adulta e non andrebbero lette subito come debolezza o violenza. Da qui, sostiene, le difficoltà dei giovani nelle relazioni: la paura di dipendere dall’altro e di essere abbandonati. 

Lancini invita anche a riflettere sulla differenza tra cura e controllo, citando strumenti come la geolocalizzazione dei figli o il registro elettronico, e a non scaricare ogni responsabilità sui social, dove gli adulti sono spesso i primi a non porsi limiti. 

La sua proposta è un’educazione affettiva rivolta anche alle persone adulte. Non una didattica delle emozioni, ma ascolto e legittimazione, perché le emozioni possano diventare parole e non comportamenti ipocriti — fino alla violenza.

È stato quindi un incontro intenso, ma la partecipazione del pubblico ci ha fatto capire ancora di più quanto fosse importante affrontare queste tematiche. Grazie a tutte e tutti!

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