#TecnicaData – Festival della Cultura Tecnica https://www.festivalculturatecnica.it Dodicesima edizione Thu, 16 Jun 2022 07:52:38 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.2.21 Rapporto Indire: l’80% dei diplomati degli Istituti Tecnici Superiori trova subito lavoro https://www.festivalculturatecnica.it/rapporto-indire-l80-dei-diplomati-degli-istituti-tecnici-trova-subito-lavoro/ https://www.festivalculturatecnica.it/rapporto-indire-l80-dei-diplomati-degli-istituti-tecnici-trova-subito-lavoro/#respond Thu, 16 Jun 2022 07:51:46 +0000 https://www.festivalculturatecnica.it/?p=13725

L’80% degli studenti che si sono diplomati in un ITS, nel 2021, ha trovato lavoro, e di questi oltre il 90% in un’area coerente con il proprio percorso di studi. Sono i dati del monitoraggio nazionale 2022 dei percorsi ITS (Istituti Tecnici Superiori) realizzato da Indire su incarico del ministero dell’Istruzione e presentato il 14 giugno in occasione Dell’ITS Day, l’evento dedicato alla formazione terziaria professionalizzante.

Hanno partecipato all’appuntamento il Ministro Patrizio Bianchi e il Capo Dipartimento per il Sistema educativo di istruzione e formazione del Ministero Stefano Versari. Durante la giornata, insieme agli esperti e ai protagonisti del settore, sono stati presentati i principali dati sull’andamento degli Istituti Tecnici Superiori. Secondo i dati del monitoraggio, svolto dall’Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa (INDIRE), il sistema degli ITS conferma la sua efficacia in termini di occupabilità, nonostante la pandemia. I dati mostrano che, su 5.280 diplomati, l’80% (4.218) ha trovato un’occupazione nel corso dell’anno 2021, nonostante le restrizioni e le difficoltà causate dalla pandemia.

La rilevazione si è concentrata sull’analisi dei 260 percorsi oggetto di monitoraggio terminati nel 2020, erogati da 89 Fondazioni ITS su 103 già costituite nel 2018.  Dei 4.218 diplomati ITS che hanno trovato lavoro a un anno dal diploma, 3.836 (il 90,9% degli occupati) risultano essere in un’area coerente con il proprio percorso di studi. La restante percentuale comprende coloro che non hanno trovato lavoro, oppure che si sono iscritti a un percorso universitario, oppure ancora impegnati in tirocini extracurricolari.

Dall’analisi dei dati relativi agli occupati nelle diverse aree tecnologiche emerge che sono l’area della mobilità sostenibile e il sistema meccanica a registrare le performance migliori (85,7% e 84,7%). Dall’analisi della tipologia contrattuale degli occupati emerge che, a 12 mesi dal diploma, 1.946 diplomati ITS (il 46,1% degli occupati) hanno trovato lavoro con contratto a tempo determinato o lavoro autonomo in regime agevolato, 1.245 diplomati (29,5%) sono stati assunti con contratto a tempo indeterminato o lavoro autonomo in regime ordinario e 1.027 (24,3%) con contratto di apprendistato di terzo livello.

Gli iscritti ai 260 percorsi ITS monitorati nel 2020 erano 6.874, prevalentemente di sesso maschile (72,4%). Gli iscritti sono in prevalenza giovani: il 37,9% sono neodiplomati (18-19 anni), mentre quelli tra i 20 e 24 anni sono il 41,9%. In minor numero gli over 25, che comunque risultano il 20,2%.

Consulta il Monitoraggio Nazionale 2022: clicca qui

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Vincenzo Colla: “Dobbiamo riscoprire la cultura tecnica e scientifica per governare la tecnologia” https://www.festivalculturatecnica.it/vincenzo-colla-dobbiamo-riscoprire-la-cultura-tecnica-e-scientifica-per-governare-la-tecnologia/ https://www.festivalculturatecnica.it/vincenzo-colla-dobbiamo-riscoprire-la-cultura-tecnica-e-scientifica-per-governare-la-tecnologia/#respond Wed, 09 Mar 2022 10:11:42 +0000 https://www.festivalculturatecnica.it/?p=13279

Giovedì 3 marzo Vincenzo Colla, Assessore allo Sviluppo economico e green economy, Lavoro, Formazione della Regione Emilia-Romagna, è intervenuto in Sala Borsa a Bologna all’iniziativa “Tempi Moderni 2050” organizzata dalla Fondazione Feltrinelli per parlare di “distretti delle competenze” e cultura tecnica e scientifica.

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La domanda di lavoro prende velocità: le imprese italiane cercano 526mila lavoratori https://www.festivalculturatecnica.it/la-domanda-di-lavoro-prende-velocita-le-imprese-italiane-cercano-526mila-lavoratori/ https://www.festivalculturatecnica.it/la-domanda-di-lavoro-prende-velocita-le-imprese-italiane-cercano-526mila-lavoratori/#respond Thu, 30 Sep 2021 14:01:25 +0000 https://www.festivalculturatecnica.it/?p=11461

Sono oltre 526mila i lavoratori ricercati dalle imprese per il mese di settembre, circa il 20% in più rispetto allo stesso periodo del 2019. È quanto emerge dalle rilevazioni condotte per il Bollettino del Sistema informativo Excelsior realizzato da Unioncamere e Anpal.

Nel trimestre settembre-novembre, le imprese italiane hanno in programma di assumere 1,5 milioni di lavoratori: il 23,5% in più rispetto agli stessi tre mesi di due anni fa.

L’industria, in particolare, programma 156mila entrate per settembre e 436mila nell’arco del trimestre settembre-novembre, con crescite sul 2019 rispettivamente del 24,8% e del 29,1%.
La spinta arriva dalla meccatronica che ricerca 87mila lavoratori nel trimestre, seguita dalla metallurgica (75mila nel trimestre) e dal tessile e calzaturiero (45mila nel trimestre). Dalle costruzioni, complice il bonus del 110%, arriva una forte domanda di lavoro: 118mila le assunzioni programmate (+15,7% rispetto al trimestre 2019).

Passando, invece, al settore dei servizi: i contratti offerti sono 370 mila per il mese in corso e oltre 1 milione nel trimestre, con progressi rispetto all’ultimo anno pre-pandemia del 19,3% e del 21,2%.
Le maggiori opportunità di lavoro arrivano dal commercio (279mila entrate programmate nel trimestre), dai servizi alle persone (188mila nel trimestre) e dai servizi di alloggio, ristorazione e servizi turistici (192mila nel trimestre).

Ma, nonostante la ripresa, per il 36,4% di assunzioni le imprese dichiarano difficoltà di reperimento, una cifra che sale al 51,6% per gli operai specializzati, al 48,4% per i dirigenti, al 41,4% per le professioni tecniche e al 37,7% per le professioni intellettuali e scientifiche.
Percentuali altissime per il nostro Paese che vanta il triste primato di avere un tasso di disoccupazione giovanile tra i più alti in Europa. Ebbene delle 526.250 entrate programmate a settembre, ben 158.230 (30%) riguardano giovani under 29.
Quali sono le figure di più difficile reperimento? I fonditori, saldatori, lattonieri, calderai, montatori carpenteria metallica (66,2%), fabbri ferrai, costruttori di utensili e assimilati (65,8%), artigiani e operai specializzati del tessile e dell’abbigliamento (65,5%).
Sono difficili da reperire anche i tecnici informatici, telematici e delle telecomunicazioni (59,2%), i tecnici della distribuzione commerciale (58,7%) e quelli della gestione dei processi produttivi di beni e servizi (57,1%) così come gli specialisti in scienze matematiche, informatiche, chimiche, fisiche e naturali (57,2%) e gli ingegneri (47,8%).

L’attenzione all’attualità e ai nuovi orizzonti del mercato sarà mantenuta nel corso dell’ottava edizione del Festival della Cultura tecnica, che prenderà il via fra poche settimane, il 20 ottobre 2021.
Continua a leggere il Blog del Festival e consulta i canali social della manifestazione per conoscere in anteprima tutti i temi, gli appuntamenti e le esperienze che per oltre due mesi alimenteranno riflessioni, analisi e dibattiti sulla formazione tecnica e scientifica.

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Quanto guadagnano in meno le donne? https://www.festivalculturatecnica.it/quanto-guadagnano-in-meno-le-donne/ https://www.festivalculturatecnica.it/quanto-guadagnano-in-meno-le-donne/#respond Mon, 27 Sep 2021 12:31:44 +0000 https://www.festivalculturatecnica.it/?p=11447

Secondo l’Osservatorio Job Pricing la differenza salariale arriva al 12,8%, eppure secondo Almalaurea le laureate sono più dei laureati e con risultati migliori.

La crisi pandemica non ha favorito progressi in tema di parità di genere. A portare ancora una volta la questione sotto i riflettori è la nuova edizione del Gender Gap Report diffuso dall’Osservatorio Job Pricing. L’indagine, che monitora il settore privato ad esclusione di sanità e istruzione private, ha infatti registrato un pay gap calcolato sullo stipendio netto annuale pari all’11,5%, che arriva al 12,8% se consideriamo le retribuzioni globali annue, ovvero la somma dello stipendio netto più il totale della retribuzione variabile, che si traduce in sostanza nei bonus aziendali legati ad incrementi di produttività nonché al raggiungimento di un obiettivo.

Detto in altri termini, questo significa che nel confronto con i colleghi uomini è come se lo scorso anno le lavoratrici italiane avessero iniziato a percepire uno stipendio il 7 febbraio, pur lavorando regolarmente dal 1° gennaio.

Inoltre, il Global Gender Gap Report del World Economic Forum registra un aumento globale dell’indice che misura il gap di genere del 37% rispetto al 2019, con una percentuale di chiusura pari al 68%.
La parità di genere è quasi raggiunta solo nell’istruzione (95%) e nella salute (96 %) mentre è ancora molto distante nella partecipazione economica (58%) e politica (22%).
Il tempo di chiusura del Gap stimato per l’Europa occidentale risulta il migliore di tutto il pianeta (52 anni). Il paese migliore è la Finlandia, mentre l’Italia si colloca al 63° posto.

Eppure, secondo Almalaurea nell’ultimo anno le laureate sono state il 58,7% del totale e, secondo gli ultimi dati ufficiali del Miur il fenomeno dell’abbandono scolastico investe maggiormente i ragazzi (3% ragazze contro 4,6% ragazzi).
Di più: le donne ottengono, in media, valutazioni migliori degli uomini (voti superiori a 9 per il 43% delle ragazze contro il 31,7% dei ragazzi) e le percentuali di donne con titoli inferiori alla laurea sono andate progressivamente in diminuzione; tuttavia, le donne laureate sono maggiormente concentrate nelle discipline umanistiche (80% di presenze negli ambiti di insegnamento, linguistico e psicologico).

E nonostante le donne siano, in media, più istruite degli uomini, si escludono dai percorsi STEAM, che sono quelli che offrono migliore probabilità di impiego e le migliori prospettive di retribuzione.
Tale tendenza è un retaggio inaccettabile: a partire da questa consapevolezza, il Festival della Cultura tecnica – in programma a Bologna, in Emilia-Romagna e in tutto il territorio nazionale dal 20 ottobre al 16 dicembre 2021 – rinnova l’obiettivo di individuare le strategie necessarie per superare stereotipi e pregiudizi di genere e valorizzare compiutamente il contributo delle donne nella nostra società.
Una delle ambizioni – che accompagna la rassegna sin dalla prima edizione del 2014 – è fornire uno spaccato dello sconfinato orizzonte di capacità, visioni ed energie che l’universo femminile investe nel mondo della tecnica, della scienza e della tecnologia, spesso non adeguatamente riconosciuto.

Continua a leggere il Blog del Festival e consulta i canali social della manifestazione per conoscere in anteprima tutti i temi, gli appuntamenti e le esperienze che – come è ormai tradizione nel mese di ottobre, novembre e dicembre – alimentano il confronto sugli obiettivi di sviluppo sostenibile fissati con l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

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Un check-up per la formazione permanente https://www.festivalculturatecnica.it/un-check-up-per-la-formazione-permanente/ https://www.festivalculturatecnica.it/un-check-up-per-la-formazione-permanente/#respond Mon, 13 Sep 2021 14:11:38 +0000 https://www.festivalculturatecnica.it/?p=11408

Secondo l’analisi pubblicata dalla rete Eurydice della Commissione europea, in Italia gli adulti poco qualificati sono in proporzione molti e di questi pochi stanno partecipando a programmi di formazione. Il lato positivo, comunque, è che il tema risulta ben coperto a livello di policy.

Eurydice, la rete di informazione sull’istruzione della Commissione dell’Unione Europea, ha pubblicato un report dal titolo Adult Education and Training in Europe: Building inclusive pathways to skills and qualifications, nel quale si esaminano gli approcci alla formazione continua di 37 nazioni europee.

Entro il 2030, vogliamo che almeno il 60% degli adulti nella Ue partecipino a corsi di formazione ogni anno“, ha affermato il commissario europeo al Lavoro, Nicolas Smith, ricordando che “per adattarci al mondo del lavoro in rapida evoluzione, dobbiamo concentrare la nostra attenzione e le nostre risorse sull’apprendimento permanente“.

Dai dati di contesto emerge che nel 2019 il 21.6 % degli adulti di età compresa fra 25 e 64 anni (51,5 milioni di persone, circa un adulto su cinque), non ha raggiunto il livello di istruzione secondaria superiore. Alcuni di questi adulti hanno abbandonato il sistema di istruzione senza neanche completare il livello secondario inferiore (circa il 5,3% degli adulti pari a 12,5 milioni di persone), con le percentuali maggiori nei paesi dell’Europa meridionale.
In Italia la media degli adulti con un livello di istruzione inferiore al secondario superiore si attesta al 37,8%, mentre la media di coloro che non hanno raggiunto il livello secondario inferiore è del 5,3%.

Il rapporto analizza poi in dettaglio i livelli di qualifica per provenienza e per età degli adulti. In termini di partecipazione alle opportunità formative, tuttavia, si è registrato un lento ma costante aumento nella partecipazione degli adulti nei percorsi di istruzione e formazione, con la media europea che è aumentata dal 7,9 del 2009 al 10,8 nel 2019, anche se a causa della pandemia da Covid-19, nel 2020 c’è stata una lieve flessione della media europea di partecipazione.
In Italia si è passati da circa il 6% di partecipazione nel 2009, all’8,1% nel 2019 anche per effetto della riforma del sistema di Istruzione degli adulti (IDA) che ha inserito l’offerta formativa nel sistema nazionale di istruzione e formazione rendendola gratuita e istituendo i CPIA come istituzioni deputate all’istruzione degli adulti.

Quasi tutti i paesi europei hanno adottato documenti strategici o iniziative politiche finalizzate al sostegno di adulti con bassi livelli di competenze o basse qualifiche promuovendo, per esempio, l’accesso alle opportunità formative, un sostegno formativo individualizzato, o un sostegno economico per aumentare il livello di partecipazione. Inoltre, circa la metà dei paesi europei riferisce di aver stabilito, nei propri documenti strategici, obiettivi nazionali relativi all’istruzione e formazione degli adulti con bassi livelli di competenze di base e di qualifiche.
In linea con questi dati, l’Italia si è dotata di un documento strategico, il Piano nazionale di garanzia delle competenze della popolazione adulta inserito nel documento di implementazione della Raccomandazione del Consiglio Percorsi di miglioramento del livello delle competenze: nuove opportunità per gli adulti.’

Inoltre, l’Italia rientra insieme a Grecia, Spagna, Portogallo, Turchia e Macedonia del Nord nel profilo “C”: quello che include le nazioni che presentano un’alta percentuale di adulti poco qualificati rispetto al totale della popolazione e dove è invece bassa la percentuale di persone che hanno raggiunto in età adulta un’istruzione secondaria superiore.
Al tempo stesso, il Paese risulta però tra quelli dove la copertura di questo tema a livello di policy è alta: questo significa che non solo sono state messe in atto politiche per la formazione degli adulti in quanto tale, ma anche politiche specifiche a sostegno degli adulti meno qualificati.

Il rapporto Adult education and training in Europe: Building inclusive pathways to skills and qualifications è scaricabile dal sito dell’Unità Eurydice Italia: clicca qui

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Discipline STEM: stereotipi e pregiudizi frenano il mercato del lavoro https://www.festivalculturatecnica.it/discipline-stem-stereotipi-e-pregiudizi-frenano-il-mercato-del-lavoro/ https://www.festivalculturatecnica.it/discipline-stem-stereotipi-e-pregiudizi-frenano-il-mercato-del-lavoro/#respond Thu, 26 Aug 2021 12:55:05 +0000 https://www.festivalculturatecnica.it/?p=11397

In Italia, solamente 1 studente universitario su 4 è iscritto a facoltà STEM (il 27% del totale), e queste risorse non mostrano un incremento significativo negli anni.

Secondo il report “RiGeneration STEM, le competenze del futuro passano da scienza e tecnologia” di Deloitte, solo uno studente su 10 è iscritto alle facoltà che rispondono appieno alle esigenze professionali emergenti. Infatti, i profili STEM maggiormente difficili da reperire sono: ingegneri meccanici, esperti in automazione e big data analyst.

Nonostante esista un potenziale bacino di studenti interessati alle materie tecnico-scientifiche, una percentuale rilevante ha cambiato rotta nel momento decisivo di iscrizione: circa il 25% tra studentesse e studenti, occupate e occupati ha dichiarato di avere avuto un interesse verso le discipline STEM che non si è mai concretizzato.
Ma quali sono i motivi che allontanano i giovani dalla scelta di percorsi formativi STEM? Chi si iscrive a scuole secondarie NON STEM, lo fa principalmente perché ritiene che questi percorsi siano maggiormente in linea con le proprie capacità.
Nel passaggio all’Università, invece, la passione per le materie e la coerenza con le proprie capacità, vengono integrati anche dalla valutazione circa la possibilità di raggiungere la professione ambita. I giovani, infatti, associano al percorso STEM delle professioni evidentemente poco ambite, in particolare il professore, lo scienziato e il ricercatore, o l’informatico.

Questi bias risultano ancor più marcati all’interno dell’universo femminile, presso cui vi è un’elevata percezione di disallineamento di interesse rispetto ai contenuti (per il 66% delle donne contro il 59% degli uomini) e di inadeguata formazione (per il 24% donne contro il 16% degli uomini). E se aziende e professori non riscontrano alcun gap di genere nelle performance, ben 1 giovane occupato in ambito STEM su 3 ritiene che il proprio lavoro sia più adatto alle capacità degli uomini.

La centralità delle competenze tecniche, tecnologiche e scientifiche nel mercato del lavoro è confermata anche dal rapporto “Previsioni dei fabbisogni occupazionali e professionali in Italia a medio termine (2021-2025)” di Unioncamere e Anpal, di cui vi abbiamo parlato in questo articolo: clicca qui

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Esperti di cyber security, tecnici per la manutenzione dei robot e le altre professioni di cui le aziende hanno bisogno https://www.festivalculturatecnica.it/esperti-di-cyber-security-tecnici-per-la-manutenzione-dei-robot-e-le-altre-professioni-di-cui-le-aziende-hanno-bisogno/ https://www.festivalculturatecnica.it/esperti-di-cyber-security-tecnici-per-la-manutenzione-dei-robot-e-le-altre-professioni-di-cui-le-aziende-hanno-bisogno/#comments Tue, 10 Aug 2021 15:10:15 +0000 https://www.festivalculturatecnica.it/?p=11384

L’ultimo rapporto redatto da Unioncamere e Anpal conferma che l’imprevedibilità dell’emergenza pandemica ha contribuito a rafforzare la visione sulla necessità di una formazione specializzata in campo tecnico, tecnologico e scientifico.

 Il rapporto “Previsioni dei fabbisogni occupazionali e professionali in Italia a medio termine (2021-2025)” di Unioncamere e Anpal, dedica parte dell’analisi alla previsione dei diplomi più richiesti dal mercato del lavoro nel prossimo quinquennio.
Si stima che, dal 2021 al 2025, ogni anno si rendano disponibili a lavorare 310 mila nuovi diplomati: 120 mila provenienti dai licei, 126 mila dagli istituti tecnici e 64 mila dagli istituti professionali.

La digital trasformation e la sostenibilità avranno un peso determinante nel caratterizzare i fabbisogni occupazionali dei diversi settori economici, arrivando a coinvolgere circa il 30% dei lavoratori di cui imprese e Pubblica Amministrazione avranno bisogno nei prossimi anni.
In particolare, si stima che imprese e PA ricercheranno un numero di lavoratori compreso tra 270 mila e 300 mila unità con specifiche competenze matematiche e informatichedigitali o connesse all’industria 4.0.

Fra le figure professionali emergenti maggiormente richieste sul mercato ci saranno gli esperti nell’analisi dei dati,nella sicurezza informatica, nell’intelligenza artificiale e nell’analisi di mercato.
In particolare, sarà molto importante padroneggiare linguaggi e metodi matematici e informatici, gestire soluzioni innovative applicando ai processi aziendali le tecnologie robotiche, i Big Data analytics e l’Internet of things.

Le nuove professioni emergenti in questo campo saranno: Data Scientist, Big Data Analyst, Cloud Computing Expert, Cyber Security Expert, Business Intelligence Analyst, Social Media Marketing Manager e Artificial Intelligence Systems Engineer.

Inoltre, la richiesta di competenze digitali non sarà limitata alle aree funzionali ‘tecniche’, ma sarà sempre più presente anche nelle altre aree: quella amministrativa, le risorse umane, i servizi generali e le funzioni di staff.

Anche in tema di economia circolare, saranno ricercati dalle imprese italiane oltre 500 mila lavoratori con competenze green fino al 2023. Nel futuro, il dato è destinato a crescere e le competenze legate alla sostenibilità riguarderanno, in maniera trasversale, tanto le professioni ad elevata specializzazione che le professioni tecniche.

Altre filiere produttive che fanno da traino alla domanda di lavoro saranno: salute e benessere, education e cultura, meccatronica e robotica, mobilità e logistica.
Le figure più richieste saranno i tecnici per l’automazione e i sistemi meccatronici, i tecnici per la gestione e manutenzione e uso di robot industriali, i progettisti di impianti industriali e gli addetti alla programmazione di macchine a controllo numerico.
In particolare, la meccatronica è il comparto manifatturiero centrale per il passaggio alle nuove modalità produttive, sinteticamente riassunte con il termine ‘Industria 4.0’, e con esso giocano naturalmente un ruolo di primo piano i comparti terziari dell’informatica e dei servizi avanzati e i principali utenti non sono più solo le grandi imprese, ma soprattutto le piccole e medie imprese che ricercheranno un maggior numero di figure professionali legate alla trasformazione della catena produttiva.

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Istituti Tecnici Superiori, l’80% di diplomate e diplomati trova lavoro entro un anno https://www.festivalculturatecnica.it/istituti-tecnici-superiori-l80-di-diplomate-e-diplomati-trova-lavoro-entro-un-anno/ https://www.festivalculturatecnica.it/istituti-tecnici-superiori-l80-di-diplomate-e-diplomati-trova-lavoro-entro-un-anno/#respond Thu, 24 Jun 2021 14:17:13 +0000 https://www.festivalculturatecnica.it/?p=10848

Secondo il monitoraggio nazionale 2021 dei percorsi ITS, realizzato da INDIRE su incarico del Ministero dell’Istruzione, l’80% di diplomate e diplomati ITS ha trovato lavoro entro un anno dal diploma, il 92% di occupate e occupati in un’area coerente con il percorso di studi.

 Il documento analizza gli esiti occupazionali a dodici mesi dal diploma delle studentesse e degli studenti che hanno concluso i percorsi presso gli Istituti Tecnici Superiori in Italia nel 2019. La rilevazione – che attesta l’80% di occupate e occupati entro un anno – risulta particolarmente significativa perché riferita al 2020, anno di esplosione della crisi pandemica e del relativo lockdown.

I dati relativi al tasso di occupate e occupati, per area tecnologica, mettono in evidenza in generale un trend in crescita per Mobilità sostenibile, Tecnologie dell’informazione e della comunicazione e Nuove Tecnologie della vita. In generale per gli ambiti delle Nuove tecnologie per il made in Italy si registra una lieve diminuzione, seppur i valori rimangono alti rispetto alle altre aree tecnologiche. Una sostanziale diminuzione si registra per l’area delle Tecnologie innovative per beni e le attività culturali e per il Turismo.

La congruenza del percorso formativo rispetto all’occupazione si è stabilizzata in questo anno su valori alti – il 92% di occupate e occupati in un’area coerente con il percorso di studi – con punte significative per il Sistema modaServizi alle imprese. Una lieve flessione si registra per l’area delle Nuove Tecnologie della vita e per il Sistema casa.

Consulta il report INDIRE: clicca qui

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In Emilia-Romagna la dispersione scolastica scende al livello più basso di sempre https://www.festivalculturatecnica.it/in-emilia-romagna-la-dispersione-scolastica-scende-al-livello-piu-basso-di-sempre/ https://www.festivalculturatecnica.it/in-emilia-romagna-la-dispersione-scolastica-scende-al-livello-piu-basso-di-sempre/#respond Wed, 16 Jun 2021 10:04:05 +0000 https://www.festivalculturatecnica.it/?p=10835

Scende al livello più basso di sempre il tasso di dispersione scolastica in Emilia-Romagna, che nel 2020 raggiunge il 9,3%, esattamente due punti percentuali in meno rispetto al 2019.

 L’Emilia-Romagna centra pienamente l’obiettivo comunitario sulla dispersione scolastica fissato dalla Strategia Europa 2020 al 10% per quanto riguarda i ragazzi in età 18-24 anni che non hanno titoli scolastici superiori alla licenza media, non sono in possesso di qualifiche professionali e non frequentano né corsi scolastici né attività formative.
Un risultato che colloca la Regione ben al di sotto della media europea – nei 27 paesi dell’Unione la dispersione è al 9,9% – e con un tasso di quasi quattro punti percentuali migliore rispetto alla media italiana, che si ferma al 13,1%.
A certificarlo, i dati Eurostat che evidenziano anche come siano solo cinque, oltre all’Emilia-Romagna, i territori italiani ad aver rispettato le richieste comunitarie.
Il dato è ancora più significativo perché raggiunto in un momento storico segnato dalla pandemia, da una Dad lunga e durissima che ha cambiato faccia alla scuola. Lo evidenzia un articolo recente del ‘Corriere della Sera‘ citando alcune indagini che certificano meglio questi aspetti.
Una per conto di Save the children sottolineava che da marzo 2020 a gennaio 2021 nel 28% delle classi superiori studentesse e studenti hanno assistito all’addio di almeno un membro. Il dato Ipsos è di 34mila ragazze e ragazzi dispersi. Numero che per la Comunità di Sant’Egidio sale al 4% di adolescenti che a settembre 2020 non sono tornati a scuola, circa 160mila.

Dati rilevanti che racchiudono tante storie. Da chi si è smarrito nella solitudine a chi ha avuto problemi di connessione, da chi ha pagato la lontananza dalla scuola e dai compagni. Storie diventate virali sui social grazie a un recente articolo de la Repubblica, che ha raccontato la vicenda di Riccardo Guidotti, diciottenne iscritto all’Istituto Tecnico Belluzzi di Bologna.
Quattro mesi di buio, dietro quello schermo, dalla mia stanza proprio non riuscivo a studiare. A un certo punto ho deciso di mollare la scuola“. Lo studente racconta di aver avuto difficoltà nello studio e così alla fine del primo quadrimestre ha comunicato agli insegnanti l’intenzione di lasciare la scuola. Quando la coordinatrice di classe gli propone di tornare in aula con un piccolo gruppo, Riccardo torna a sentirsi motivato e coglie subito l’opportunità.
“Un mio compagno invece ha lasciato, ripeterà l’anno, e altri si faranno bocciare, non sono riusciti a reagire a un anno così difficile. Per tanti di noi lo è stato, io ho avuto la fortuna di frequentare un istituto che non mi ha lasciato andare, mi ha cercato anche quando io non volevo più tornare. I prof mi hanno dato una mano, anche i miei mi hanno capito. Ho ripreso a studiare, ho frequentato corsi di recupero ed ora ho solo una materia insufficiente, disegno tecnico, un bel successo, no? Posso recuperare anche quella. Ho scoperto di avere una forza dentro di me che non credevo di avere, non pensavo di rialzarmi. E voglio arrivare al diploma, ho una buona carica per resistere, spero solo che il prossimo anno non sia più con la pandemia”.

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Pubblicato il report del Miur sulle iscrizioni: ecco i dati di Tecnici e Professionali https://www.festivalculturatecnica.it/pubblicato-il-report-del-miur-sulle-iscrizioni-ecco-i-dati-di-tecnici-e-professionali/ https://www.festivalculturatecnica.it/pubblicato-il-report-del-miur-sulle-iscrizioni-ecco-i-dati-di-tecnici-e-professionali/#respond Tue, 02 Feb 2021 11:25:25 +0000 https://www.festivalculturatecnica.it/?p=10409

Le iscrizioni ai percorsi di istruzione e formazione di secondo grado attestano la conferma delle preferenze per gli Istituti tecnici che, nel prossimo anno scolastico, raccolgono in tutta Italia il 30,3% degli iscritti.

Sono gli indirizzi del settore tecnologico, con il 20,3% di iscritti, ad ottenere il maggiore interesse nei percorsi tecnici, stabile il settore economico con l’10%. Gli istituti professionali raccolgono invece l’11,9% di nuovi iscritti.

Focalizzando l’attenzione sull’Emilia-Romagna, è facile notare come la specificità del territorio sia uno dei fattori che viene preso in considerazione al momento della scelta della prosecuzione agli studi superiori, in previsione di quelle che saranno le possibilità offerte dal mondo del lavoro.
La distribuzione territoriale dei nuovi iscritti conferma la preferenza per gli indirizzi tecnici per gli studenti residenti nella regione, dove è alta la richiesta di personale specializzato, registrando il 36% di nuovi iscritti (+5,7% rispetto alla media nazionale).
In previsione del prossimo anno scolastico i percorsi più scelti dagli studenti emiliano romagnoli sono: ‘Amministrazione, finanza e marketing’‘Elettronica ed elettrotecnica’, ‘Meccanica, meccatronica ed energia’ e ‘Informatica e telecomunicazioni’.

In particolare il Nord-Est si conferma l’area del Paese dove le opportunità professionali accrescono l’interesse per gli studi tecnici: fanno compagnia all’Emilia-Romagna in testa alla classifica dei nuovi iscritti il Veneto (38%), la Lombardia (36,2%) e il Friuli Venezia Giulia (35,7%).
L’Emilia-Romagna è la prima regione in Italia nelle scelte degli istituti professionali con il 15,8% di nuovi iscritti, seguita da Veneto (13,8%) e Toscana (13,5%).

Infine a Bologna gli studenti hanno preferito gli istituti tecnici e professionali nel 48% dei casi (circa +6% rispetto alla media nazionale).
Le iniziative per  promuovere e diffondere il valore e le opportunità della cultura tecnica, scientifica e tecnologica, e in particolare il Festival della Cultura tecnica e le altre iniziative messe in campo dalla Città metropolitana di Bologna e dalla rete dei partner, hanno dunque raggiunto l’obiettivo di catturare l’interesse dei ragazzi, delle ragazze e delle famiglie.

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