#Leonardo500 – Festival della Cultura Tecnica https://www.festivalculturatecnica.it Dodicesima edizione Thu, 10 Oct 2019 12:26:49 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.2.21 Se Leonardo Da Vinci avesse avuto Instagram https://www.festivalculturatecnica.it/se-leonardo-da-vinci-avesse-avuto-instagram/ https://www.festivalculturatecnica.it/se-leonardo-da-vinci-avesse-avuto-instagram/#respond Wed, 09 Oct 2019 11:28:57 +0000 https://www.festivalculturatecnica.it/?p=5276

A cinque secoli dalla scomparsa, il blog del Festival della Cultura tecnica celebra il genio del Rinascimento immaginando come sarebbe stato se Leonardo avesse potuto usare il social network più popolare.

Curiosità, spirito di osservazione, perseveranza sono all’origine della straordinaria inventiva di Leonardo da Vinci. I diversi Codici trasmettono operazioni di aritmetica, bozzetti di botanica, ricette culinarie, studi di meccanica e di anatomia: ma come sarebbe stato se Leonardo avesse avuto un profilo su Instagram?

Il blog del Festival della Cultura tecnica ha provato a immaginare la headline della sua biografia.

Leonardo, come tanti altri straordinari personaggi del Rinascimento, è stato un uomo spinto dalla curiosità nel senso etimologico del termine, ossia ‘prendersi cura’. Nel suo profilo Instagram avrebbe potuto condividere tutto ciò che passava attraverso la sua esperienza, riscoprendo e reinterpretando la cultura tecnica mediante i suoi progetti. Potremmo immaginare un feed colmo di bozzetti di città, fortificazioni, armi, macchine tessili, attrezzature per il volo e la navigazione.

Leonardo non è stato unicamente uno straordinario rappresentante della cultura tecnica; fantasticando, potremmo immaginarlo come un moderno food blogger.
Si racconta che, durante gli anni di apprendistato presso la bottega del maestro Andrea del Verrocchio, per aumentare le disponibilità economiche lavorasse come cameriere presso la Taverna delle Tre Lumache, nelle vicinanze di Ponte Vecchio a Firenze. Quando nel 1473 tutti i cuochi della taverna morirono misteriosamente per avvelenamento, Leonardo viene promosso e incaricato di rinnovare i menù e sperimentare pietanze innovative.
Terminata l’esperienza come cuoco, il genio percorre la strada dell’imprenditore e avvia un’attività con l’amico Sandro Botticelli: la sfortunata Taverna delle Tre Rane, chiusa dopo poco tempo a causa dell’eccessiva stranezza dei piatti, non particolarmente gradita ai commensali.

In virtù di queste esperienze, il genio del Rinascimento potrebbe trovare una naturale collocazione tra i food influencer e chef che popolano Instagram. Con un po’ di fantasia potremmo immaginare una sua creazione culinaria – ad esempio l’Acquarosa – accompagnata dall’hashtag #foodporn.

Leonardo da Vinci non si limitò alla creazione di ricette, ma ideò anche strumenti per la cucina: il coperchio, il frullatore e il girarrosto. Nel Codice Atlantico l’autore racconta di aver inventato una ‘grande macchina’ in grado di fare quello che lui stesso chiama uno ‘spago mangiabile’; in altre parole il genio toscano inventò una macchina per fare gli spaghetti in casa.

Non solo un influencer in campo culinario, il profilo Instagram di Leonardo si sarebbe potuto soffermare anche su questioni di stile. A partire dai progetti di macchine tessili commissionate dagli Sforza, usate per originali stampe di tessuti. Del genio toscano sono la cintura intrecciata di nodi utilizzata negli abiti della Dama con l’Ermellino, le maniche arricciate e i corsetti.

Il profilo Instagram di Leonardo avrebbe potuto raccontare anche la passione per il vino.
Una storia rimasta sepolta per alcuni secoli e riemersa solo di recente è quella del vitigno che a Milano Ludovico il Moro regalò al Maestro. A poca distanza dalla Basilica di Santa Maria delle Grazie – e dunque dal Cenacolo – la vigna era collocata nel giardino degli Atellani e comprendeva sedici pertiche.
Come accade con i moderni wine maker, la gallery di Leonardo avrebbe potuto includere aggiornamenti sul vitigno coltivato: Malvasia di Candia aromatica.

Infine potremmo chiederci cosa avrebbe condiviso Leonardo nelle Instagram Stories. Certamente non sarebbero mancati brevi video dedicati alla sua passione per la musica.
Il Genio inventò particolarissime macchine suonanti con tamburi, campanelli e ingranaggi. Si dice che appena arrivato a Milano si presentò a Ludovico il Moro con una lira d’argento di sua creazione.
Secondo lo storico dell’arte Giorgio Vasari, Leonardo fu un musicista abilissimo, improvvisatore e suonatore di lira talentuosissimo.

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Leonardo, maestro di coding e robotica https://www.festivalculturatecnica.it/leonardo-maestro-di-coding-e-robotica/ https://www.festivalculturatecnica.it/leonardo-maestro-di-coding-e-robotica/#respond Tue, 13 Aug 2019 15:03:10 +0000 https://www.festivalculturatecnica.it/?p=4885

Il Codice Madrid della Biblioteca Nazionale di Spagna conserva uno schizzo visionario di Leonardo: un robot capace di camminare senza motore, corrente elettrica o microcircuiti.

Il Genio del Rinascimento progettò numerose macchine meccaniche, ma l’unico progetto certamente realizzato – secondo la testimonianza storica di Giorgio Vasari – è un imponente e minaccioso leone meccanico. L’automa venne costruito da Leonardo nel 1515 su commissione di Papa Leone X, perché camminasse, destando grande meraviglia, al cospetto del Re di Francia Francesco I.

Il robot era in grado di muoversi da solo e quando veniva colpito sul fianco con una frusta lasciava cadere dal ventre una pioggia di gigli, creando un tappeto di fiori per omaggiare il Re.

Seppur non ci siano tracce di un progetto completo di Leonardo, il Codice Madrid conserva alcuni preziosi schizzi molto dettagliati dei meccanismi che consentivano al leone di muoversi. Si tratta di uno schema con diverse aste vincolate a una grossa ruota, che lasciano intendere la presenza di un ingranaggio centrale – posizionato sotto il petto della macchina – da cui dipendeva il movimento del leone.

Il motore dell’intero meccanismo consisteva in una grossa molla elicoidale collocata all’interno del leone; possiamo ipotizzare che questa molla, giunta a fine corsa, avrebbe sbloccato un gancio permettendo l’apertura del petto del leone e la caduta dei gigli.

Francesco I fu tanto impressionato dall’inventiva di Leonardo da invitarlo in Francia presso la sua corte, dove effettivamente passerà l’ultima parte della sua vita dedicandosi alla progettazione di canali, palazzi e opere d’arte, ma anche numerose coreografie per feste e balli reali.

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Leonardo, fashion blogger del Rinascimento https://www.festivalculturatecnica.it/leonardo-fashion-blogger-del-rinascimento/ https://www.festivalculturatecnica.it/leonardo-fashion-blogger-del-rinascimento/#respond Mon, 15 Jul 2019 11:07:22 +0000 https://www.festivalculturatecnica.it/?p=4706

Non solo dipinti, macchinari ingegnosi, studi anatomici o botanici, il genio del Rinascimento si cimentò anche nel disegno di abiti e nello studio di accessori di moda.

La Biblioteca Ambrosiana di Milano conserva il Codex Atlanticus, la più grande collezione di disegni e scritti di Leonardo da Vinci elaborati tra il 1478 e il 1518. La raccolta di pensieri e intuizioni non di rado si sofferma su questioni di stile e moda, a partire dai progetti di macchine tessili commissionate dagli Sforza e usate per la produzione di originali stampe di tessuti.

Leonardo da Vinci nutriva particolare interesse per l’innovazione tecnologica del ciclo tessile, tanto da ideare la macchina per la filatura con il fuso ad aletta, la macchina battiloro, la bobinatrice e la cimatrice meccanica. L’inventore toscano disegnò il primo telaio completamente meccanizzato e realizzò lo straordinario velluto a tre colori che Ludovico il Moro commissionò nel 1494 per celebrare l’investitura del ducato di Milano. Un drappo dalle forti valenze politiche e simboliche, caratterizzato dall’impiego di tre diversi peli: pelo riccio rosso, pelo tagliato allucciolato d’oro e fronde di gelso.

Il genio fiorentino è l’artefice della cintura intrecciata di nodi, un motivo richiamato frequentemente nei suoi quadri. Osservando l’abito di Cecilia Gallenari, la donna ritratta ne ‘La Dama con l’ermellino’ del 1490 , è possibile notare come la veste sia stata impreziosita da una fila di nodi vinciani.

Leonardo da Vinci è stato un precursore di tendenze, un influencer capace di anticipare e condizionare i gusti dei contemporanei. Non solo mette a punto una tecnica per creare gioielli colorati e perline in pasta di vetro da applicare agli abiti, ma realizza anche il primo tessuto resistente all’acqua. Negli appunti del Codice Atlantico non mancano bozzetti di abiti con studi sulle maniche arricciate e sui corsetti, design di bracciali e accessori, progetti di ricami e precetti per la colorazione dei tessuti.

Oltre ai tessuti ricamati d’oro e d’argento, realizza una macchina in grado di stampare cerchietti metallici in oro o similoro. Il risultato? Applicazioni luccicanti, antesignane delle moderne paillettes.

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Così Leonardo scoprì l’età degli alberi https://www.festivalculturatecnica.it/cosi-leonardo-scopri-leta-degli-alberi/ https://www.festivalculturatecnica.it/cosi-leonardo-scopri-leta-degli-alberi/#respond Mon, 24 Jun 2019 08:29:15 +0000 https://www.festivalculturatecnica.it/?p=4535

Come in molti altri campi, Leonardo da Vinci portò la sua ricerca nell’ambito della botanica ben oltre quella dei suoi contemporanei, cercando di comprendere le forze e i processi delle piante.

Nelle opere di Leonardo e in particolare nel corpus di disegni – spesso preparatori ai suoi dipinti – risulta evidente l’accuratezza scientifica con cui egli raffigura le varietà vegetali, molte delle quali tipiche della sua terra di origine, il Montalbano in Toscana. Eppure Leonardo non considera sufficiente limitarsi a rappresentare con grande accuratezza le forme della paesaggio nei propri quadri, ma sceglie di andare più a fondo e capire le ragioni che dominano e plasmano la natura.

Gli studi di botanica sono stati compiuti perlopiù negli ultimi anni di vita. Si tratta di ricerche eseguite dopo il 1508, quando l’autore – a quell’epoca cinquantenne – aveva sviluppato buona parte delle sue conoscenze tecniche e scientifiche. Nei suoi appunti emerge il metodo sperimentale di osservazione della natura, lo stesso processo che Leonardo applicò per scoprire che la crescita degli anelli nel tronco degli alberi segnava non solo l’età ma poteva fornire indicazioni su carestie e siccità del passato.

Sistema di stampa fisiotipica (foglia di Salvia) 1508-1510 circa – Milano, Codice Atlantico

Molto prima della scoperta degli ormoni e l’avvento della biochimica, Leonardo fu in grado di impiegare capacità di osservazione e intuizione per arrivare a una corretta comprensione degli schemi della ramificazione, delle leggi matematiche che giustificano la disposizione delle foglie, dell’incurvamento dei vegetali per accedere ad un migliore approvvigionamento di luce e della risposta degli alberi alle lesioni.

Le osservazioni altamente sofisticate di Leonardo e l’abilità nel comprendere le forme botamiche, lo pongono molto al di sopra dei naturalisti del suo tempo, tanto da poter esser considerato l’iniziatore della moderna biologia.

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Leonardo Da Vinci, icona della cultura tecnica e scientifica https://www.festivalculturatecnica.it/leonardo-da-vinci-icona-della-cultura-tecnica-e-scientifica/ https://www.festivalculturatecnica.it/leonardo-da-vinci-icona-della-cultura-tecnica-e-scientifica/#respond Mon, 27 May 2019 08:04:50 +0000 http://www.festivalculturatecnica.it/?p=4149

A cinque secoli dalla scomparsa, il blog del Festival della Cultura tecnica celebra il genio del Rinascimento con una rubrica dedicata alle tante e varie discipline nelle quali si è distinto.

Curiosità, spirito di osservazione, perseveranza sono all’origine della straordinaria inventiva di Leonardo da Vinci. I diversi Codici trasmettono operazioni di aritmetica, bozzetti di botanica, studi di meccanica e di ottica: una prova del suo impegno costante nel voler imparare.

Arte, anatomia, tecnologia, idraulica, aerodinamica e fisica: il blog del Festival della Cultura tecnica desidera ricordare una mente costantemente impegnata nella comprensione del mondo naturale. Un esempio è rappresentato dagli studi di ottica.

Seguendo le idee di Aristotele e della tradizione araba, Leonardo accetta la teoria delle specie, nonché l’idea che le immagini siano emanate dai corpi luminosi. Si occupa anche dei problemi della visione semplice e di quella binoculare, della dispersione della luce, della teoria delle ombre.

Nel 1515 Leonardo prende parte a una tappa fondamentale nella storia della fotografia studiando la riflessione della luce sulle superfici sferiche e descrivendo una camera oscura che chiamò Oculus Artificialis.

Lo studioso italiano contribuì non solo a porre i fondamenti ottici della moderna fotografia, ma diede vita a una pratica comune tra gli artisti del Rinascimento. In molti, come Raffaello Sanzio, utilizzeranno la camera oscura per proiettare l’immagine del mondo esterno su una parete, semplificando la riproduzione nei dipinti delle ampie prospettive dei paesaggi.

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